Il 28 Marzo 2026
lo IAPS-INAF spalanca le sue porte per mostrare le proprie attività a voi giovan3 student3 universitar3 per farvi conoscere le possibilità di studio e lavoro all’interno dell’istituto.
Presentazione delle attività scientifiche, tour dei nostri laboratori e illustrazione di grandi progetti italiani e internazionali
il tutto guidato da3 nostr3 ricercator3, tecnolog3 e personale tecnico che saranno a disposizione per rispondere a dubbi, domande e curiosità, illustrandovi in modo concreto quali sono le possibilità di studio e ricerca all’interno dei nostri progetti.
Nella giornata sono previsti tre tour che si ripeteranno una volta la mattina e una volta il pomeriggio. Ogni tour prevede la presentazione di alcune attività scientifiche non laboratoriali, seguite dalle visite ai laboratori, in cui verranno mostrati strumentazione, ricerche e componentistica spaziale.
Postazioni "Spazio alle domande": durante tutta la giornata, potrete trovare l3 referenti delle varie attività per porre domande, parlare di futuro o semplicemente per una chiacchierata illuminante.
A causa degli spazi limitati in alcuni ambienti, il numero di posti per ogni tour è limitato, per questo è consigliata la prenotazione tramite il form qui sotto, ma sarà possibile prenotarsi direttamente in area fino a esaurimento posti.
Sarà possibile accedere in area entro le ore 17.
Non dimenticate di portare con voi un documento di identità per essere identificati all'entrata.
la pagina dedicata.
Orari dei tour
- TOUR A "Universo Estremo: alte energie e gravità": ore 10:30 e ore 14:30
- TOUR B "Sistema solare ed esplorazione": ore 11:15 e ore 15:15
- TOUR C "Stelle, metereologia spaziale e spazio interplanetario": ore 12:00 e ore 16:00
Tour A - Universo Estremo: alte energie e gravità
Raggi gamma e accelerazione di particelle
La mia attività di ricerca si concentra sullo studio dell’Universo alle alte energie attraverso la radiazione gamma, la forma di luce più energetica, prodotta nei fenomeni più estremi come resti di supernova, pulsar e buchi neri. La mia ricerca si basa sull’analisi di dati provenienti da telescopi spaziali e osservatori da terra, utilizzando metodi avanzati di data analysis per studiare lo spettro e la morfologia delle sorgenti gamma galattiche.
Queste osservazioni permettono di indagare i processi fisici che accelerano particelle a energie enormi e di comprendere come tali oggetti trasformino la loro energia in radiazione. Un aspetto centrale del mio lavoro è l’approccio multi-wavelength e multimessenger, combinando osservazioni gamma con dati in altre bande e con segnali come i neutrini, per ottenere una visione più completa dei meccanismi astrofisici in gioco.
REFERENTE: Martina Cardillo (martina.cardillo@inaf.it)
Le binarie X sono sistemi binari stretti in cui una stella di neutroni o un buco nero accresce materia da una stella compagna. Il processo di accrescimento porta alla conversione di energia gravitazionale in radiazione elettromagnetica alle alte energie, rendendo questi sistemi potenti emettitori X. L’attività di ricerca del nostro gruppo è dedicata allo studio dei processi di accrescimento nelle binarie X attraverso l’analisi di dati X ad alta energia (X e gamma), inclusa la polarimetria X, provenienti da missioni spaziali, al fine di caratterizzare la geometria e le proprietà fisiche del plasma in condizioni estreme, in presenza di un campo gravitazionale intenso.
REFERENTE: Fiamma Capitanio (fiamma.capitanio@inaf.it)
Gravitazione con Einstein e BepiColombo
Il Gruppo di gravitazione sperimentale è coinvolto in diversi progetti scientifici dedicati a testare la gravitazione al di là delle previsioni della teoria della Relatività Generale di Einstein. L’intento è ricercare effetti previsti da teorie alternative e possibilmente collegati a ''nuova fisica'' sfruttando satelliti geodetici e per la navigazione. Inoltre, il Gruppo gestisce le operazioni scientifiche, l'analisi e l’elaborazione dei dati dell'accelerometro ISA (Italian Spring Accelerometer) a bordo della missione spaziale BepiColombo verso Mercurio. Questo strumento ad alta sensibilità misurerà le perturbazioni non gravitazionali subite dalla sonda nella fase orbitale, al fine di ricostruire il campo gravitazionale del pianeta ed effettuare alcuni test di Relatività Generale.
REFERENTE: Marco Lucente (marco.lucente@inaf.it)
Laboratorio di Gravitazione sperimentale: misure e strumenti
Nel Laboratorio di Gravitazione Sperimentale vengono sviluppati e testati accelerometri, strumenti che misurano piccoli spostamenti e caratterizzati da sensibilità estremamente elevate, utilizzati per misure del campo gravitazionale (gravimetri/gradiometri), delle perturbazioni non-gravitazionali su satelliti (radiazione solare, atmosfera) e delle vibrazioni del suolo (sismometri). Gli accelerometri consentono di eseguire esperimenti/misure per studiare il campo gravitazionale della Terra e di altri pianeti, misurare costanti fondamentali (G - costante di gravitazione universale), verificare le previsioni della Relatività Generale di Einstein. Nel Laboratorio vedremo un modello 1:1 dell’accelerometro ISA della missione BepiColombo diretta verso Mercurio, alcuni dei sensori realizzati per i progetti in corso, nonché alcuni strumenti utilizzati per caratterizzarli e calibrarli.
REFERENTE: Carmelo Magnafico (carmelo.magnafico@inaf.it)
La polarizzazione della luce è una proprietà che ci trasmette informazioni dirette sulla geometria delle regioni che emettono la radiazione, sui campi magnetici e sui meccanismi di accelerazione delle particelle. Lo studio della polarizzazione nei raggi X di sorgenti astrofisiche è oggi possibile grazie a IXPE (Imaging X-ray Polarimetry Explorer) ed è oggetto di grande interesse in astrofisica. La missione IXPE di NASA e ASI è stata lanciata il 9 Dicembre 2021 e nel 2024 ha vinto il premio Bruno Rossi della Società Americana di Astronomia per le nuove scoperte ottenute su buchi neri, stelle di neutroni, resti di supernovae e nuclei delle galassie, studiandone gli intensi campi magnetici e i meccanismi di accelerazione delle particelle. Dopo aver sviluppato lo strumento a bordo di IXPE, oggi siamo impegnati nell’analisi dei dati astrofisici di diverse sorgenti astrofisiche, anche in vista di future missioni che studieranno l’emissione X proveniente dal Sole.
Laboratorio di spettroscopia nei raggi X
Nel team di Spettroscopia X e X-ray Timing ci occupiamo dello sviluppo di tecniche di analisi dati e di strumentazione spaziale satellitare e lunare all'avanguardia, finalizzata allo studio degli oggetti più estremi dell'Universo, come buchi neri, stelle di neutroni e Gamma Ray Bursts.
Durante la visita osserverete da vicino tutte le fasi di sviluppo di un satellite per lo studio dell'emissione di raggi X e gamma dallo spazio: dalla problematica scientifica, al design, ai prototipi, fino all'integrazione, qualifica e test delle sue performance.
Il nostro team è composto da ricercatori e tecnologi con diversa formazione accademica, come fisica, matematica, ingegneria aerospaziale, meccanica ed elettronica.
REFERENTE: Francesco Ceraudo (francesco.ceraudo@inaf.it)
Laboratorio per polarimetria nei raggi X: misure e strumenti
L'American Astronomical Society ha recentemente assegnato il premio Bruno Rossi alla missione IXPE finanziata da NASA e ASI, lanciata il 9 dicembre 2021, per aver introdotto la polarimetria X come nuovo metodo per l'astrofisica delle alte energie. Questo risultato è il culmine di 30 anni di ricerca condotta dal team IAPS, che ha portato allo sviluppo di un rilevatore italiano nel cuore di una missione della NASA.
Nei nostri laboratori mostreremo il luogo in cui questi sforzi hanno portato alla creazione di questi rivelatori, mostrando i primi prototipi fino alla loro versione che ora è a bordo del satellite. Attualmente il team è anche impegnato nello sviluppo di una nuova generazione di polarimetri a raggi X per missioni future basati su nuove tecniche/tecnologie, tra queste siamo oggi impegnati nella missione CUSP che studierà il Sole.
REFERENTI: Alessandro Di Marco (alessandro.dimarco@inaf.it) e Fabio La Monaca (fabio.lamonaca@inaf.it)
Tour B - Sistema Solare ed esplorazione
Spettroscopia planetaria
La spettroscopia planetaria è essenziale per studiare le superfici e le atmosfere planetarie. La luce solare, interagendo con un pianeta, viene assorbita, riflessa o emessa in base alla sua composizione. Analizzando lo spettro risultante, è possibile identificare elementi e composti, rivelando la mineralogia di un corpo celeste. Strumenti spettrometrici, installati da INAF su missioni come DAWN e Mars Express, permettono di analizzare i minerali e ricostruire l’evoluzione di Cerere e Marte. Questa tecnologia è fondamentale per comprendere la storia del nostro sistema solare. Le atmosfere planetarie, invece, sono un laboratorio di inestimabile valore per comprendere come il nostro Sistema Solare, o quelli extrasolari, si siano evoluti da una nebulosa protoplanetaria alla loro configurazione attuale. L’atmosfera, assimilabile ad una sorta di scudo e di coperta termica per il proprio pianeta, è teatro di innumerevoli reazioni chimiche innescate dall’interazione con la radiazione elettromagnetica proveniente dalla stella ospite. Eventi dinamici come venti, tempeste e uragani contribuiscono a rimescolarne la composizione interagendo con la parte interna del pianeta (sia essa una superficie rocciosa o l’inviluppo gassoso di un gigante come Giove), definendo quindi quali gas, particelle o ghiacci sia possibile osservare dallo spazio. Qui allo IAPS studiamo le atmosferepa planetarie sia di pianeti rocciosi, come quelle di Venere e Marte ricche di anidride carbonica, sia quelle di giganti gassosi come Giove e Saturno, costituite principalmente di idrogeno molecolare e metano. Analizziamo insieme i dati di missioni spaziali diverse missioni lanciate dalle agenzie spatiali europea (ESA) ed americana (NASA), in vista di missioni future come JUICE, dedicata allo studio di Giove e dei suoi satelliti ghiacciati, o ARIEL, che invece cercherà di caratterizzare le atmosfere di un campione di esopianeti.
REFERENTI: Giacomo Carrozzo (giacomo.carrozzo@inaf.it), Andrea Raponi (andrea.raponi@inaf.it) e Fabrizio Oliva (fabrizio.oliva@inaf.it)
Sistema solare esterno
Questa attività propone un’analisi comparativa dei sistemi planetari esterni, integrando le prospettive operative della missione NASA Juno e Uranus e della missione ESA JUpiter ICy moons Explorer (JUICE). L'attività estende l'indagine oltre il gigante gassoso, includendo il paradigma dei Giganti Ghiacciati rappresentato da Urano, recentemente identificato come priorità strategica per la futura esplorazione interplanetaria (L-class). L'approccio multidisciplinare mira a definire le divergenze evolutive e strutturali tra i diversi corpi del Sistema Solare esterno.
Il focus scientifico affianca la caratterizzazione dell'interno profondo e della magnetosfera polare di Giove, attualmente indagati da Juno, con la ricerca di condizioni di abitabilità sui satelliti galileiani, obiettivo primario di JUICE (arrivo previsto: 2031). L'analisi tocca le dicotomie tra i "Mondi Oceanici" (Europa, Ganimede) e le dinamiche atmosferiche estreme di Urano, il cui studio è fondamentale per comprendere i processi di migrazione planetaria e l'interazione tra vento solare e magnetosfere a geometria complessa. Verranno discussi i modelli di struttura interna e le strategie osservative necessarie per risolvere le incognite sulla composizione e sull'origine di questi sistemi.
Il contributo italiano costituisce un elemento trasversale dell'attività. Oltre alla leadership sugli strumenti di JUICE (PI della camera JANUS e co-PI dello spettrometro MAJIS e del radar RIME), si evidenzia il ruolo chiave dell'INAF nello studio dell'aurora e dell'atmosfera gioviana tramite lo spettrometro JIRAM e l'esperimento di radioscienza Ka-T a bordo di Juno. Tale expertise strumentale e teorica pone le basi essenziali per la definizione delle future architetture di missione verso il sistema di Urano.
REFERENTE: Matteo Paris (matteo.paris@inaf.it)
Strategie osservative per missioni planetologiche
Fotografare un pianeta o una luna dallo spazio non è affatto come scattare una foto con il cellulare. Ogni immagine di una missione spaziale nasce da una fase di pianificazione accurata, in cui si decide quando, dove e come osservare un corpo planetario. In questo incontro racconteremo come funziona il planning delle osservazioni di camere spaziali reali, attraverso esempi tratti dalle missioni BepiColombo (strumento SIMBIO-SYS, Mercurio) e JUICE (camera JANUS, lune ghiacciate di Giove). Vedremo quali vincoli entrano in gioco — orbita, illuminazione solare, risorse della sonda e obiettivi scientifici — e come scienza, tecnologia e strategia si intrecciano per trasformare una domanda scientifica in un’immagine scientificamente utile.
REFERENTI: Valentina Galluzzi (valentina.galluzzi@inaf.it) e Cecilia Tubiana (cecilia.tubiana@inaf.it)
Laboratorio atmosfere planetarie
Il laboratorio di Planetologia si occupa da anni di misurare sperimentalmente i parametri ottici di gas tipici delle atmosfere planetarie sottoposti alle stesse condizioni di alta/bassa pressione e alta e bassa temperatura. Per la prima volta si è ricreata in laboratorio l’atmosfera di Venere, ricca di anidride carbonica la cui pressione al suolo raggiunge circa 90 bar mentre la temperatura è di circa 500°C.
Attualmente il team del laboratorio è impegnato nello studio del gigante gassoso Giove, principalmente costituito da idrogeno ed altre piccole concentrazioni di He e CH4. Oltre a questa attività, si eseguono test di calibrazione e qualifica di sistemi e sottosistemi otto-meccanici che andranno a far parte dello strumento selezionato per la missione. In particolare, sono stati eseguiti test per lo spettrometro MAJIS a bordo della missione JUICE, dedicata allo studio di Giove e le lune ghiacciate, lanciata ad Aprile 2023.
REFERENTE: Stefania Stefani (stefania.stefani@inaf.it)
Per capire di cosa sono fatti in superficie i corpi rocciosi del sistema solare, oltre all’analisi dei dati dalle sonde o rover spaziali, è fondamentale lo studio in laboratorio di rocce, minerali, meteoriti e particelle extraterrestri come “analoghi planetari”. Grazie a questi studi è possibile interpretare i dati delle sonde da corpi quali Marte o Luna, o asteroidi come Cerere, Justitia, Ryugu, o anche di satelliti ghiacciati come Europa; corpi che saranno esplorati in futuro dalle missioni spaziali ExoMars, JUICE, EMA. Analizziamo i nostri campioni per mezzo degli spettri di luce infrarossa, invisibile all’occhio umano ma piena di preziose informazioni.
REFERENTE: Simone De Angelis (simone.deangelis@inaf.it)
Tour C - Stelle, metereologia spaziale e spazio interplanetario
Formazione stellare e planetaria
La formazione di stelle e pianeti avviene nelle nubi molecolari giganti, ricche di gas, atomico e molecolare, e polveri fredde, a poche decine di gradi Kelvin. Gravità, turbolenza, campo magnetico e processi di feedback, plasmano il mezzo interstellare dalle scale delle nubi (centinaia di parsec) fino alle scale dei dischi protoplanetari (centinaia di unità astronomiche).
Il gruppo di formazione stellare e planetaria studia da oltre vent’anni le fasi di questo processo multiscala, grazie a grandi progetti osservativi in fotometria e spettroscopia, che ne hanno fatto un gruppo di eccellenza nel panorama internazionale, e grazie anche a simulazioni di chimica dei dischi protoplanetari, con progetti in sinergia con altri Istituti di ricerca Europei.
REFERENTE: Chiara Mininni (chiara.mininni@inaf.it)
Fisica dei plasmi spaziali
Le stelle presenti nell’universo, così come lo spazio intergalattico, interstellare ed interplanetario, sono ambienti permeati da materia allo stato di plasma: un mezzo complessivamente neutro composto di materia ionizzata. Lo studio dei plasmi è fondamentale per la comprensione di innumerevoli processi astrofisici, dall’accelerazione delle particelle, alla dissipazione in mezzi non collisionali. In questo ambito, l’eliosfera rappresenta un laboratorio unico per lo studio dei plasmi spaziali, essendo prossimo a noi e quindi accessibile a misure dirette.
Il nostro gruppo studia le proprietà del plasma di origine solare e il suo impatto sulla Terra e sugli ambienti planetari. Siamo da molti anni coinvolti nella progettazione e nella gestione di esperimenti a bordo di missioni spaziali e nell’analisi dei dati. L’unione di modelli teorici con osservazioni spaziali ci permette di modellizzare la dinamica del vento solare e la sua interazione con la Terra, valutando così l’impatto delle perturbazioni solari su sistemi tecnologici ed attività umane.
REFERENTE: Simone Benella (simone.benella@inaf.it)
Laboratorio di metereologia spaziale
Il Planetary Space Weather studia le magnetosfere e le esosfere dei corpi del Sistema Solare, le loro interazioni con il Sole e l’ambiente circumplanetario, e la loro variabilità nel tempo al variare delle condizioni sperimentate. In IAPS il PSW si studia con modelli, analisi teoriche e comparate, ed anche con osservazioni da Terra e da satellite. Infatti, il team guida la suite SERENA a bordo della missione ESA/JAXA BepiColombo diretta a Mercurio: 4 sensori per misurare le particelle neutre e ionizzate attorno al pianeta. ELENA, uno di questi sensori, è stato quasi interamente creato e testato in IAPS.
REFERENTI: Valeria Mangano (valeria.mangano@inaf.it) e Martina Moroni (martina.moroni@inaf.it)
Laboratorio di polveri nel sistema solare
In questo laboratorio si sviluppano e qualificano sensori a microbilancia per la rivelazione di polvere planetaria e composti volatili di interesse astrobiologico (acqua, organici) nello spazio e di contaminanti spaziali. La polvere è il mattone più piccolo del Sistema Solare e le sue proprietà ci forniscono informazioni importanti sulla storia e sull’evoluzione dei corpi planetari (pianeti, asteroidi, comete) in cui si trova. La sua composizione e le sue proprietà fisiche ci aiutano a capire se il corpo è primitivo o processato.
Nello SPARKLAB si effettuano i seguenti test:
- Funzionalità degli strumenti
- Termica (test a diverse temperature)
- Analisi termogravimetriche, attraverso le quali viene analizzato il materiale che desorbe dalla polvere a seguito di un processo di riscaldamento.
Inoltre, il gruppo di ricerca studia le polveri e le superfici planetarie, attraverso i dati forniti da sonde spaziali ed il loro confronto con le misure di laboratorio su meteoriti ed analoghi planetari. Meteoriti ed analoghi sono anche studiate in questo laboratorio, in particolare si effettuano processamenti termici, setacciamento, imaging, analisi di spettrometria e bombardamento laser.
Nello SPARKLAB si effettuano i seguenti test:
- Funzionalità degli strumenti
- Termica (test a diverse temperature)
- Analisi termogravimetriche, attraverso le quali viene analizzato il materiale che desorbe dalla polvere a seguito di un processo di riscaldamento.
Inoltre, vengono effettuate analisi su campioni di meteoriti analoghi in composizione a corpi planetari, in particolare si effettuano processamenti termici, setacciamento, imaging, analisi di spettrometria e bombardamento laser.
REFERENTE: Andrea Longobardo (andrea.longobardo@inaf.it)
Laboratorio di sviluppo e test di rivelatori per la metereologia spaziale
Il laboratorio I-ENA è una facility di sviluppo e testing di strumentazione spaziale, con applicazioni per lo Space Weather Planetario (l’interazione del vento solare con corpi del nostro sistema). In due diverse camere da vuoto, i rivelatori possono essere bombardati con flussi di ioni o neutri per studiarne le caratteristiche e ottimizzarne le prestazioni.
ATTIVITÀ IN CORSO:
- test con particelle e ottimizzazione del software sul modello flight spare di ELENA, strumento per atomi neutri a bordo del satellite BepiColombo in orbita intorno a Mercurio nel 2026
- sviluppo di un nuovo rivelatore a gas per osservazioni della magnetosfera terrestre
- bombardamento di analoghi planetari e meteoriti
REFERENTI: Luca Colasanti (luca.colasanti@inaf.it) e Elisabetta De Angelis (elisabetta.deangelis@inaf.it)
Per ulteriori richieste e informazioni scrivere a info.OpenDayIAPS@inaf.it.
Cos'è lo IAPS
L’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) è una delle sedi romane dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).
Si tratta di un istituto in cui si fa ricerca di alto livello, dalla planetologia alle alte e altissime energie fino alla progettazione di strumentazione spaziale.
Visita la sezione Linee di ricerca del nostro sito per saperne di più.
