Laboratorio per il calcolo distribuito

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Dopo una pluriennale attività sperimentale ricca di successi e soddisfazioni sia scientifiche che tecniche iniziata negli anni 70, il gruppo spazio dell’IAS si trovava alle soglie di un cambiamento radicale. L’attività principale del gruppo riguardava essenzialmente la progettazione e la realizzazione di strumenti (telescopi) per raggi X per terminare con l’analisi scientifica dei dati ottenuti. Tutto veniva pensato e realizzato in laboratorio compresa la progettazione dell’elettronica di controllo e la costruzione dei Payload, dei Thermal Shield e di tutto l’occorrente per il loro alloggiamento a bordo di grandi palloni stratosferici (oltre ad un milione di mdi litri di elio) lanciati da luoghi perlopiù desertici che garantivano voli senza danni alle popolazioni locali e condizioni climatiche favorevoli al volo (venti in quota Turn-Around). Giunti alla fine degli annni 90 il gruppo ebbe delle nuove opportunità che attraverso un notevole cambiamento nell’organizzazione del lavoro portarono ad un rinnovamento storico per lo IAS (Istituto di Astrofisica del CNR) nella realizzazione di sistemi di osservazione per l’astronomia X. Questo cambiamento fu determinato dalla possibilità di sviluppare telescopi ospitati su satelliti orbitanti. Così ci fu un passaggio da esperimenti totalmente “Home Made” come: POKER, PALLAS, MIFRASO ecc. in cui lo staff tecnico scientifico coinvolto progettava e costruiva tutto l’esperimento (la struttura meccanica, l’elettronica, il software di gestione) ad una fase molto più complessa che vedeva il gruppo di lavoro coinvolto in una stretta interazione con le complesse procedure tecniche amministrative necessarie alla gestione delle attività delle industrie spaziali (LABEN, ALENIA SPAZIO, GAVAZZI ecc.) coinvolte nella realizzazione dei nuovi esperimenti da satellite.

Le nuove generazioni di strumenti da satellite a fronte di un costo decisamente maggiore rispetto agli strumenti adatti ai palloni, offrivano grandi vantaggi scientifici ed inoltre la durata presunta dei satelliti (INTEGRAL è al suo undicesimo anno di vita) garantiva una mole di dati da analizzare decisamente maggiore rispetto ai dati prodotti dagli esperimenti da pallone.

Furono proprio le problematiche connesse alla gestione dei dati di INTEGRAL che in quegli anni (2000) determinarono la nascita del Laboratorio Per il Calcolo Distribuito dell’INAF – IASF (oggi INAF – IAPS). 

Le risorse Hardware del laboratorio:

  • 300 CPU cores
  • 2000 GPU cores (NVIDIA TESLA S1070 4 teraFLOPS, 2X C2050 2 teraFLOPS)
  • 350 GB RAM
  • 100 TB Hard Disk

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